Tre metri sopra il MIX

Non di rado mi capita di sentirmi domandare cosa sia il MIX, perchè è importante, e se essere collegati al MIX significa essere in housing presso questo o quell’operatore.

Siccome il MIX è un punto di snodo vitale per l’internet italiana, penso che sia giusto fare un po di chiarezza iniziando con lo sfatare un mito: essere collegati direttamente al MIX non significa necessariamente essere in housing presso un operatore quale INET oppure Telecity.

Il MIX è infatti un punto d’interscambio tra operatori di backbones pubbliche ed anche private, è localizzato all’interno del campus di Via Caldera e gli operatori che vi si connettono vanno ben oltre i classici nomi dell’hosting italiano: ad esempio Google e Microsoft hanno una connessione al MIX.


Il MIX ha lo scopo di facilitare l’interconnessione e lo scambio di traffico fra diverse reti IP: ovvero fare peering.

Essendo il principale nodo di scambio dell’internet italiano, fa dei volumi di traffico notevoli (attualmente nel range dei 100 Gigabit per secondo) e che potete raffrontare con i vostri per darvi un’idea reale della vostra dimensione di erogazione.

Questo sempre che il vostro provider vi abbia fornito di un grafico di banda misurato in Mbit/s al di la della classica offerta commerciale 100Mbit/s tutto incluso, che quasi sicuramente non sfrutterete per intero.

Essere in hosting oppure in housing presso un operatore connesso direttamente al MIX è decisamente vantaggioso perchè, in funzione di come questo fa peering con gli altri operatori, le vostre macchine diventano più facilmente e/o più velocemente raggiungibili.

Bisogna tuttavia distinguere gli operatori che hanno un datacenter nel campus di Caldera da quelli che lo hanno altrove. Intendiamoci, alla velocità della luce percorrere tre metri oppure tre chilometri e quasi ininfluente.

Io che ho la sala tre metri sopra il MIX non posso dichiarare di essere realmente più veloce di chi la sala la mantiene a Settimo Milanese oppure a Rozzano. O meglio, la differenza di velocità (che pur c’è) a tutti gli effetti è cosi piccola da essere ininfluente.

Esiste tuttavia un vantaggio in termini di sicurezza nell’essere vicini al MIX: meno chilometri di cavo sotterraneo ci sono tra un datacenter ed il MIX, infatti, e minore è il rischio di interruzione di quella connessione. Ovviamente ci sono delle ridondanze, ma un rischio è un rischio.

Se vuoi sapere come sono collegate le tue macchine al MIX, ti basta fare un semplice traceroute e se desideri invece verificare quali operatori sono direttamente connessi a questa infrastruttura puoi dare un occhio alla pagina degli ISP che vi sono collegati.

Il traceroute, inoltre, è un ottimo strumento per sapere se il tuo server è gestito da un reseller oppure da un operatore che ha un proprio datacenter collegato al MIX. Fai un esperimento.

Prova a fare una ricerca per hosting, housing, server dedicati su Google. Prendi i primi cinque risultati ed effettua un traceroute. Se gli ultimi due ‘hop’ appartengono ad operatori noti per fare housing su larga scala (telecity, colt, telecom…) allora ci sono buone possibilità che il provider che hai selezionato abbia una cage (oppure una serie di armadi) e non un datacenter di proprietà.

Questo controllo è utile perchè ti permette di capire quanto un operatore di hosting/housing sia in gestione del livello di infrastruttura-sala, e si tratta di un’informazione molto preziosa!

Se un provider è in realtà un reseller, ovvero non ha una sala e connettività propria, allora il costo della tua infrastruttura potrebbe essere più alto ed i rischi connessi potrebbero essere maggiori.

Questo avviene perchè se un dato provider è un realtà un mero reseller, allora questi sarà costretto a comprarne banda dall’operatore presso il quale è in housing il quale, a sua volta, la compra dal MIX.

Per te, acquirente finale, questo significa che già solo il costo di banda ha subito un doppio ‘mark-up’: quello del reseller e quello del provider di housing che vende al reseller.

Inoltre significa che la banda che hai acquistato a contratto trova tre punti di potenziale strozzatura:

> il primo, nel contratto tra te ed il reseller
> il secondo, nel contratto tra il reseller ed il provider di housing, che gli affitta armadi e banda
> il terzo, nel contratto tra il provider di housing ed il MIX (oppure un altro IX)

Infine significa che hai più punti di failure di cui preoccuparti:

> gli switch della tua infrastruttura (se ne hai)
> gli switch del reseller verso il proprio provider di housing (ne dovrebbe avere altrimenti mi preoccuperei…)
> gli switch del provider di housing verso il MIX (questi in genere sono ben protetti ma non si sa mai…)
> gli switch del MIX (se vanno giù questi va giù mezza Italia)

Infine ti vorrei fare notare qualcosa di importante che impatta direttamente la banda internet che ti viene venduta a contratto.

Molti operatori fanno overselling di banda, ovvero vendono server dedicati ‘base’ con banda internet 100Mbit/s. In genere questo è un trucco commerciale fatto per vendere di più a meno e, ora che sai cosa è il MIX, può essere smascherato facilmente.

Prendi un operatore di hosting a caso e verifica se è connesso al MIX e quanti Mbit/s di banda ha allocato, ovviamente l’operatore non deve essere un reseller.

Ipotizziamo che quell’operatore abbia 1Gbit/s (1000Mbit/s) allocato al MIX, quanti clienti ha? Se ha più di 10 clienti (e a tutti vende 100Mbit/s) allora puoi stare tranquillo che quell’operatore fa overselling di banda (100Mbit/s x 10 = 1000Mbit/s!).

Intendiamoci, non è che fare overselling di qualcosa sia di per se il male incarnato.

Però è un indice della volontà di un dato operatore di competere sul rapporto prezzo/prestazioni gonfiando un tantino le prestazioni per fare sembrare il prezzo più allettante. Il servizio magari è eccellente ma io, al posto tuo, mi chiederei cosa potrebbe succedere se quei megabit iniziassi ad usarli per davvero.

Alla prossima!

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