Anche gli ingegneri di Disqus a volte si lamentano (a torto) della nuvola.
Il cloud non è per tutti, fatevene una ragione: non tutti sono in grado di sfruttarne adeguatamente le possibilità, non è la soluzione a tutti i problemi di infrastruttura e di sviluppo, non è sempre la soluzione economicamente più conveniente.
Se ne è accorto anche un ingegnere di Disqus, una piattaforma di commenti condivisa “as a service”, che ha lanciato un paio di post piuttosto polemici su Heroku dal proprio blog personale.
La dicotomia Cloud-Si / Cloud-No è uno dei grandi punti di discussione nel panorama IT nazionale ed estero, su questo argomento sostenitori ed avversari si dividono e si combattono a suon di flame e commenti caustici: non è quindi strano che il post di David abbia generato un’ondata di polemiche.
Dal momento che sono un project manager specializzato in servizi di Cloud Dedicato, dirò la mia.
Sicuramente sarebbe stato possibile per David ottimizzare meglio la propria infrastruttura e quindi ridurne i costi senza migrare fuori da Heroku. E tuttavia può anche essere che quel tipo di servizio cloud non fosse adeguato alle esigenze di David.
Ovvero, Heroku (ed il cloud shared in genere) non è il male incarnato, ma non è sempre la soluzione giusta. Parallelamente, un’infrastruttura completamente dedicata non è il bene assoluto, ma a volte funziona.
Si tratta di un problema di background personale: a seconda di cosa sei una soluzione ti sembrerà più o meno efficace.
Per creare un’infrastruttura veramente elastica su Heroku, in effetti, devi scrivere il tuo codice seguendo alcune best practices. A quel punto, non è detto che il software scalerà all’infinito, ma scalerà meglio.
Per sfruttare Heroku ne devi un po abbracciare la filosofia: per alcuni questo è facile, per altri non è ne facile ne accettabile..
Nel rimpiazzare un servizio Cloud con una macchina completamente dedicata, David è riuscito sicuramente ad accentrare il problema nelle sue mani. Poi però starà a lui gestirlo e quel tempo di gestione verrà sottratto al tempo allocabile al business: se David ha fatto un buon affare è ancora da definire.
Se David è un abile sistemista, gestire l’infrastruttura non sarà un problema nel breve-medio termine e quando avrà problemi sufficientemente grandi da non saperli risolvere sarà cresciuto al punto da potersi permettere di assumere un sistemista dedicato.
Se David è un abile programmatore, forse saprà gestire il codice in modo differente e saprà meglio demandare ad Heroku la gestione del layer sistemistico.
Se David non è ne l’uno ne l’altro, ma è un buon imprenditore, allora saprà trovare sicuramente una via di mezzo che salvaguardi affidabilità e costo.
La stessa cosa la vedo avvenire mille volte nella mia realtà quotidiana.
Dall’azienda con dieci portali di E-Commerce che cerca di ridurre i costi, alla start-up che ha bisogno di una macchina dedicata ma non sa stimare la propria crescita futura, al grosso portale di News che ha sistemisti e sviluppatori ma non riesce a farli parlare efficacemente tra di loro.
Prima o poi, in cerca d’illuminazione, tutti si rivolgono al magico mondo del cloud, solo che il cloud non fa miracoli.
I sistemisti, gli sviluppatori, i project manager e gli imprenditori, solo se dialogano assieme efficacemente, sanno fare miracoli. Tutto il resto non conta
La piattaforma di erogazione che c’è sotto, sia questa un cloud pubblico, uno o più server dedicati, oppure un cloud privato, è solo un fattore che contribuisce al successo oppure al fallimento di un servizio.
E quasi mai è il fattore decisivo.
