Green Hosting: aumentare la potenza di calcolo non significa necessariamente aumentare i watt assorbiti.

A volte mi capita di sentire chiedere preventivi di housing per server vecchi di anche cinque o sei anni dai quali il proprietario non vuole separarsi “perchè ha già fatto l’investimento”.

Non vi dico la sorpresa mista a sdegno del malcapitato quando pacatamente rispondo che quei server nel mio datacenter non ce li voglio!

E, siccome non voglio passare per uno che sdegna i clienti, in questo post vi dimostrerò come tecnologie innovative possono drammaticamente ridurre il wattaggio assorbito mantenendo un livello di potenza di calcolo accettabile.


ovvero quando aumentare la potenza di calcolo non significa aumentare i watt assorbiti

Sicuramente conoscerete la Legge di Moore, questa postula che ogni 18 mesi circa la potenza di calcolo ed il numero di transistor presenti nei processori raddoppiano.

Quello che non tutti sanno è che uno dei corollari di questa legge è che, volendo mantenere fissa la potenza di calcolo, il costo di acquisizione di una unità di computazione dimezza ogni 18 mesi e, grazie alle ottimizzazioni nei processi di produzione, anche la quantità di Watt necessari a produrre quell’unità di computazione diminuisce.

Se avete più di 30 anni, possedete un iPhone, e vi ricordate ancora di quel poco che potevano fare i cellulari GSM pur richiedendo batterie “voluminose”, non vi stupirete di quello che sto dicendo.

Ovviamente questo è ancora più vero nel caso dei server ospitati in un datacenter: per confortare questo ragionamento con un po di numeri, andiamo a guardare le specifiche tecniche di un paio di macchine separate da qualche anno di legge di moore.

Cominciamo a prendere in considerazione un Dell PowerEdge 1950, una macchina di qualche annetto fa. Confrontiamo questa macchina con una sua analoga moderna, il PowerEdge R610.

Noterete che entrambe le macchine occupano una unità, possono montare un doppio processore ed un quantitativo generoso di RAM. Ma se guardate bene, il PowerEdge 610 può montare più dischi, più RAM, processori *molto* più potenti di un 1950 eppure i suoi alimentatori richiedono 502 Watt invece dei 670 richiesti dalla macchina più vecchia.

Perdinci! Anche se stessimo confrontando mele con pere, qui un frutto è decisamente più grosso e succoso dell’altro e richiede meno sole e meno irrigazione per essere prodotto!

E’ chiaro che, se fossi il proprietario di un PowerEdge 1950 farei il seguente ragionamento:

“… la mia macchina consuma 670W per produrre X potenza di calcolo, il costo del carburante aumenta, quindi anche il costo dell’elettricità e quindi anche il costo del mio housing dovrebbe aumentare. Percui, se il mio fornitore di housing va in perdita o deciderà di rivedere il contratto (e mi costerà di più) oppure deciderà di mandarmi via…”

Parimenti, se io fossi il proprietario di un PowerEdge 1950, farei anche questo ragionamento:

“… pago X per mantenere una macchina in produzione, ma potrei pagare una decina di punti percentuali in meno per produrre la stessa potenza di calcolo con una macchina più nuova (e anche più sicura, in garanzia, etc) … cambio macchina!”

Oggettivamente, nessuno dovrebbe stupirsi della mia volontà di creare infrastrutture dedicate in cloud privato su hardware nuovo: proprio perchè compro l’hardware nuovo posso garantire il migliore rapporto tra spesa e potenza di calcolo prodotta!

Ma aspetta, possiamo spingerci ancora più in la nel futuro: hai mai sentito parlare di processori ARM?

Questi simpatici processorini sono noti per essere molto parchi in termini di consumo e, se date un occhio a questo benchmark, vi renderete conto di come possono anche essere molto efficienti nell’elaborazione di contenuti web.

Provate ad immaginare quanto sia più economica una batteria di queste macchine rispetto ai bombardoni da cinque unità di qualche anno addietro. E questo alla faccia di chi pensa ancora che un datacenter non possa essere anche green!

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